L’affermazione del ruolo centrale dei farmacisti nel Servizio Sanitario Nazionale a difesa della salute dei cittadini, ma anche l’importante spinta alla digitalizzazione, l’imprinting legato alla riforma del percorso di studi universitario e il riconoscimento del ruolo dei farmacisti specializzandi. Sono gli obiettivi raggiunti nell’ultimo periodo dalla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), di cui all’inizio di febbraio Andrea Mandelli è stato confermato presidente per il quadriennio 2025-2029.
Ed è proprio Mandelli che, presentando a Roma la dodicesima edizione del Congresso nazionale dei farmacisti italiani “FarmacistaPiù” – dall’11 al 13 aprile a Bologna Fiere – ammette: «Negli anni il Congresso si è affermato come un appuntamento sempre più atteso e partecipato dai farmacisti per la capacità sia di offrire un aggiornamento professionale di qualità sia di stimolare la riflessione e il confronto, tra tutti gli attori coinvolti, sulle nostre proposte. L’obiettivo è costruire un servizio sanitario realmente incentrato sulle esigenze dei cittadini».
Tra evoluzione ed etica
I due temi fondanti dell’edizione 2025 – l’innovazione e la prossimità delle cure – rappresentano il fulcro dell’impegno quotidiano dei farmacisti per proseguire ad evolvere come professionisti, assicurando un’assistenza efficace, accessibile e al passo con lo sviluppo scientifico e le applicazioni delle tecnologie digitali in sanità.
«Dodici anni di Congresso hanno dimostrato la capacità dei farmacisti di partecipare al cambiamento. La Federazione intende essere sinergica, portando avanti un momento di confronto, senza lasciare indietro nessuno. Già come dimostrato durante la pandemia di Covid-19, la nostra è una rivoluzione gentile», spiega Mandelli.
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Tra gli argomenti portanti, “FarmacistaPiù” (che si svolgerà in concomitanza di Cosmofarma, una delle principali manifestazioni fieristiche dedicate al mondo farmaceutico, «con l’opportunità per i professionisti di assistere a entrambi gli eventi in un unico luogo. Un ulteriore passo in avanti verso un dialogo, un approfondimento una visione futura della farmacia», il commento di Francesca Ferilli, Ad e direttore Generale di Bos Srl) farà leva sull’innovazione tecnologica nel settore, monitorandone i cambiamenti, presenti e futuri, all’interno della società.
«Senza mai dimenticare che dietro l’evoluzione c’è il tema etico – riprende il presidente del Congresso e della Fofi – basti pensare all’intelligenza artificiale». Da qui l’imprinting dell’appuntamento a Bologna (si svolgerà in presenza e online) «che assumerà una posizione di ascolto e rilancio di idee, perseguendo l’obiettivo di precedere i tempi e di affrontare il futuro lanciando sfide importanti attraverso temi che intendiamo mettere a terra». Focalizzando l’attenzione sul ruolo del farmacista «che è del tutto centrale, così come è rilevante renderlo ancora più attrattivo».
Sfida economica e di sostenibilità
Volto ad esaminare le evoluzioni normative e a individuare le strategie per rafforzare la governance sanitaria (rimarcando il ruolo che la professione e la farmacia possono svolgere per il tangibile rilancio del Servizio Sanitario Nazionale), il dodicesimo Congresso dei farmacisti italiani – come anticipato – sposa appieno i modelli di prossimità delle cure e innovazione. A questo proposito, il presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo, precisa: «Sulla territorializzazione della prossimità delle cure siamo in un momento di svolta, con particolare riferimento alle Case di Comunità del futuro. Un argomento che si lega a quello della telemedicina e, soprattutto, del telemonitoraggio del paziente cronico».
Così, «se è vero che il DDL Semplificazioni dovrà vedere la luce nella sua interezza, la pubblicazione degli allegati del DM 77/2022– il decreto del Ministero della Salute che definisce i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale – illustrerà il come fare». Da qui, il tema dell’innovazione tecnologica («che bisogna saper governare»). Ed ecco che la figura del farmacista – insieme a quella dei medici di medicina generali e degli infermieri di comunità – crea un nucleo sul territorio nella gestione del paziente cronico grave. «È la sfida economica e di sostenibilità di domani», chiosa il presidente di Federfarma.
Il futuro che disegna il presente
Il dodicesimo Congresso dei farmacisti italiani apre ad argomenti di particolare attualità. «È un appuntamento d’interesse sia per l’intera comunità professionale sia per quanti nel mondo della ricerca scientifica, delle istituzioni e della produzione svolgono ruoli cruciali nel complesso processo di performance ed evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale», ammette il presidente della Fondazione Francesco Cannavò, Luigi D’Ambrosio Lettieri.
La stessa Fondazione, insieme a Fofi, Federfarma, Utifar e tutte le associazioni del settore «saranno ancora una volta promotori di rilevanti riflessioni – prosegue D’Ambrosio Lettieri – nell’ambito di un confronto e dell’elaborazione di proposte che, in termini di prospettiva, mirano a consolidare la posizione del farmacista». Quindi il presidente della Fondazione Francesco Cannavò sottolinea l’importanza di riproporre i quattro premi storici di FarmacistaPiù (premio allo studio “Giacomo Leopardi”, alla solidarietà “Cosimo Piccinno”; all’innovazione “Renato Grendene” e alle promesse giovanili “Osvaldo Moltedo”) nonché la presenza a Bologna Fiere «di un’area poster e position paper nel quale i farmacisti territoriali, ospedalieri o dell’Università potranno esporre un lavoro tecnico-scientifico inerente alla propria attività professionale e accademica».
“FarmacistaPiù” («manifestazione che ci lascia sempre qualcosa. Ha un titolo di percorso, che guarda in prospettiva a un cittadino sempre più esigente e che necessita di servizi. Emerge però imprescindibile sviluppare un linguaggio informatico univoco sul territorio nazionale», il commento di Eugenio Leopardi, presidente di Utifar) è organizzata dalla Fondazione Francesco Cannavò in collaborazione con Summeet Srl, società di riferimento nella formazione medico-scientifica in Italia. Così l’amministratore unico, Matteo Calveri: «Per noi il Congresso costituisce una grande sfida. Siamo orgogliosi di lavorare in questo team e mi piace sottolineare come la formazione rientri tra gli asset strategici per il Ministero della Salute e l’Agenas».